sabato 19 novembre 2011

ODE ALLA VITA - MARTHA MEDEIROS

domenica, 10 gennaio 2010
 
 
Ecco la poesia già precedentemente proposta col titolo Lentamente muore e che avevo attribuito erroneamente a Pablo Neruda.
Per i dettagli vi rimando al post in questione ed al mio commento in calce.


http://colunas.g1.com.br/files/25/2008/11/martha.jpg


Martha Medeiros nasce a Porto Alegre il 20 agosto 1961 è una giornalista e scrittrice brasiliana.
Dopo la laurea conseguita nel 1982 ed un lavoro in campo pubblicitario, si è trasferita per nove mesi in Cile e lì ha cominciato a scrivere poesie. Tornata a Porto Alegre, inizia la sua ttività di giornalista, proseguendo anche la sua carriera letteraria.

Per una lettura di questa poesia, vedere qui:  www.youtube.com/watch   Se il mio orecchio non mi tradisce, la voce dovrebbe essere di Nando Gazzolo.



ODE ALLA VITA


Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi fa della televisione un suo “guru”.
Lentamente muore chi evita una passione
chi preferisce il nero suL bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia l'incertezza per la certezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita,
di sfuggire dai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non fugge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
Lentamente muore
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
 


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#1  10 Gennaio 2010 - 01:29
 
ma anch'io pensavo fosse di NERUDA!
Utente: Angiulie Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Angiulie
#2  10 Gennaio 2010 - 01:53
 
Anche io, Angela. Figurati come ci sono rimasta male.
Inciampo sempre in questi falsi di recente.
Ma la smentita dalla Fondazione Neruda è stata lapidaria: hai visto il precedente post?
Grazie del passsaggio.
Carla
Utente: NATACARLA Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. NATACARLA




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