domenica 20 novembre 2011

QUAND'ERO LIBERA DI VOLARE - RODOLFO VETTORELLO

sabato, 14 agosto 2010
 

Facendo poesia, è difficile parlare di malattie senza far degenerare il componimento stesso.
Occorre una mano ferma, l'abitudine al verso e una conoscenza viva di quello che si racconta.
Non so quanto viva possa essere quella di Rodolfo  (sinceramente gli riconosco una grande fantasia) , ma la sua mano è veramente felice e feconda.
E' una poesia commovente e pluripremiata, con cui l'autore dà voce ad una donna; ci racconta l'essenza della sua vita, quella parte che le manca, e che non avrà più avere, chiusa ormai nell'immobilità.


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QUAND’ERO LIBERA DI VOLARE
( per dire di sclerosi multipla)
 

Alta e sottile, dentro le vetrine
io mi specchiavo e mi sentivo bella
e mi dicevan “bella” dai cantieri,
come si fa col fischio, i manovali.
Non mi ricordo più come si balla
sui tacchi a spillo per le vie del centro.
Passato è il tempo di quand’ero snella,
lontani i giorni
quando camminavo.
La prima volta è stato alla stazione
di Metropolitana, in via Palestro.
Sono caduta senza una ragione
e le altre volte non ricordo più.
La mano destra mi risponde appena
e l’altra invece non mi sembra mia.
Le gambe me le piegano ogni giorno,
io lascio fare e intanto guardo fuori
le rondini che sfiorano di voli
la mia finestra, come una TV.
Io parlo poco, ormai non ho più fiato;
per dare una risposta a chi mi chiede
faccio dei segni solo con le ciglia.
Pensavo,
mentre cala giù il sipario,
che della storia quel che più mi manca
è il manovale che mi fischia “bella”
e mi sorride mentre guardo in su.



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#1  15 Agosto 2010 - 08:09
 
................
ero venuta da te per le poesie e i poeti
soffermarmata molte volte

a lungo per te che raccoglievi ed offrivi
oggi
augurandoti buon ferragosto
ti prego di continuare

Alexandra Zambà
utente anonimo
#2  15 Agosto 2010 - 08:57
 
Smettere significa morire.
Grazie per avermi regalato il più bel ferragosto della mia vita.
Carla
Utente: NATACARLA Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. NATACARLA
#3  16 Agosto 2010 - 06:14
 
non lasciare che il sipario cali, si "cammina" anche in carrozza, magari trainata da cavalli, la fantasia ci salva e la speranza è sempre fiduciosa,
una carezza al tuo mondo 
Utente: sistercesy Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. sistercesy
#4  16 Agosto 2010 - 20:03
 
Ti ringrazio dell'apprezzamento.
Quel sipario non calerà.
Carla

Utente: NATACARLA Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. NATACARLA 


 

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