giovedì 17 novembre 2011

SMOBILITAZIONE DELLE ARMATE AMOROSE - GEORGI GOSPODINOV

martedì, 18 agosto 2009
 

Questo autore l'ho conosciuto per un racconto o brano inserito da un amico poeta in un forum.
Per il momento inserisco questa sua poesia.


http://www.studentskazalozba.si/dokumenti/4/3/2006/Gospodinov2_1082.jpg


Georgi Gospodinov, nato il 7 Gennaio 1968 a Jambol, é universalmente considerato uno dei più famosi e giovani scrittori bulgari.
La sua carriera artistica inizia con due raccolte di poesie, che riscuotono immediatamente il consenso e l’attenzione sia della critica che dei lettori: con “Lapidarium” (1992) vince il concorso letterario nazionale per il debutto, mentre con “Il ciliegio di un popolo” (1996) vince il concorso dell’unione degli scrittori bulgari come libro dell’anno.
Nel 1999 pubblica il suo romanzo di esordio “Romanzo naturale” e vince il primo premio del concorso nazionale “Razvitie” per il romanzo bulgaro contemporaneo: in seguito sarà tradotto e pubblicato in Francia, Serbia, Macedonia e Repubblica Ceca. Di questo romanzo é inoltre presente una versione teatrale realizzata dal teatro “Sfumato” di Sofia.
Nel 2001 pubblica la raccolta di racconti “E altre storie”, chenel 2003 verrà tradotta e pubblicata in Francia.
Il suo ultimo libro “Lettere a Gaustin” (2003) é nuovamente una raccolta di poesie.
I suoi versi e racconti sono pubblicati in alcuni periodici letterari in Francia, Stati Uniti, Germania, Ungheria, Finlandia, Grecia e, inoltre, sono presenti in numerose antologie di scrittori bulgari pubblicate in Francia, Austria, Germania e Macedonia.
Attualmente é redattore di “Literaturen vestnik”, critico letterario presso il BAN nell’istituto di letteratura, colonnista del giornale “Dnevnik” e professore presso la Nuova Università Bulgara. Vive e lavora a Sofia.



http://irisbella.it/files/2009/03/sempre-piu-donne-anche-non-fumatrici-si-ammalano-di-cancro-al-polmone-01.jpg



SMOBILITAZIONE DELLE ARMATE AMOROSE


Si è accesa la sigaretta a quel modo,
da cui si capisce che tutto
è già deciso e ha detto:
è finita. . . mi sento come un'armata
In tempo di pace,
manovre su campi abbandonati,
esercitazioni infruttuose
sempre più lontano
da luoghi pieni di vita,
foglie, sterpi, fango, retrocortili,
come un fumatore tra gente che ha smesso di fumare,
come un amante tra chi ha rinunciato all'amore.

Oh, tu lo pensi da tanto, le dissi,
sembra una poesia.
A me spetta il finale, eccolo:
Io sono ferito leggermente,
ferito molto leggermente
e goffamente sanguinante
in tempo di pace.


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