domenica 18 marzo 2012

LA COMPAGNA - SEBASTAO DA GAMA

Si rincorrono e ripetono per ben tre volte il Sole, la mattina d'oggi, il fiore gracile e la fonte.
Senza essere anafore, il poeta le esprime per significare quello che è stato (“da quando sono nato...”), quello che è (“anche oggi il sole è venuto....”) nell'inciso e per sottolineare quanto tutto questo sia così normale, naturale. Quell'incontrarsi doveva accadere (“..non avevo cercato né richiesto.) bastava aspettare, bastava aspettarla.
Un canto d'amore potente e semplice. Un modo davvero speciale di esternarlo.





Sebastião Artur Cardoso da Gama è stato un poeta ed educatore portoghese. Nato a Vila Nogueira de Azeitão, Setúbal, il 10 aprile 1924, ultimo figlio di una domestica ed un commerciante, a 14 anni gli viene diagnosticata una tubercolosi ossea che gli costerà poi, la vita. Su consiglio del medico si trasferì con la madre nella Serra da Arrabida, scenario da sogno e primo amore della sua poesia di cui non si stancherà mai di cantare. Altra cosa che incanta Sebastiao è il mare, i pescatori ed il loro linguaggio.
Questo gli valse un rimprovero quando discutendo la sua tesi di laurea in Filologia romanza, usò dei termini propri dei contadini e degli uomini di mare.
Dopo gli studi iniziò ad insegnare alla Scuola Commerciale e Industriale Joao Vaz per un anno, ma gli studenti furono segnati dalla sua personalità comunicativa, aperta al dialogo e dalla sua poesia.
Trasferito a Lisbona, nella Scuola Beirao Veiga, inizia il Diario: una relazione dulla sua esperienza pedagogica e sui metodi – innovativi per quella epoca – che utilizzava per relazionarsi coi suoi alunni. A 21 anni si converte al cattolicesimo.
Gli anni 50 sembrano essere promettenti per il poeta: nel 1951 si sposa con l'amica di sempre Joana Luisa e pubblica il suo quarto libro di poesie Campo Aperto. Tuttavia l'anno seguente, sette mesi dopo il matrimonio ed a 27 anni di età, la sua salute si aggrava e muore per una meningite renale. Era il 7 febbraio 1952.
Dopo la sua morte, la moglie fece pubblicare i suoi scitti ancora inediti.
La sua poesia è caratterizzata da toni intimi e personali, intensa e sensibile, sobria nello stile e da un alternanza di forme tradizionali e moderne. 







LA  COMPAGNA


Non ti ho cercata, non ti ho chiesta: sei venuta
e da quando sono nato mille cose ci son state
che ai miei occhi si son date con uguale
semplicità: il Sole, la mattina d'oggi,
questo fiore così gracile che non lo voglio,
il miracolo delle fonti nella calura...
Sei venuta (anche oggi il sole è venuto, e il fiore,
la mattina d'oggi, e le acque...). Allegria
ma allegria tacita, serena
intesa pura, incontro
naturale, naturale come l'arrivo
del Sole, del fiore, delle acque, del mattino,
di te che non avevo cercato né richiesto.
E l'Amore? E l'Amore? E l'Amore?
....................................................- : Sei venuta.


da "Campo aperto" (1950), trad. di L. Stegagno Picchio

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