giovedì 19 aprile 2012

STAVO PER DIRTI ADDIO - PAOLO SILENZIARIO

Di questo autore sono arrivati a noi ottanta epigrammi, compresi nella Antologia Palatina, di contenuti diversi, tra cui anche quello amoroso.
Superando la crudezza terrena dei versi della paganità e l'estasi asessuata sviluppatasi con l'avvento del cristianesimo, racconta di desideri inappagati, di passioni non corrisposte che struggono senza far peccare.
Questa traduzione non so di chi sia. Ne ho trovata altre due relative a questa poesia. La prima a firma di Quasimodo, pregevole, ma non tanto questa sotto; l'altra di autore forse non altrettanto illustre che pur rispettando il senso del testo, a me ha restituito dei versi vuoti, stagnanti, infinitamente lontani.
L'autore di questa versione è stato infinitamente più poetico, creando un afflato sospensivo, di attesa. Per questo per me avrebbe importanza sapere chi ne sia l'autore: può una persona qualsiasi aver fatto più di due poeti affermati? Ma questa è una domanda mia. Però se avete in casa una copia della Antologia Palatina, vi sarei grata voleste controllare la corrispondenza con questo testo, segnalarmene edizione, anno di pubblicazione ed il nome del traduttore.
Non ho chiesto troppo?






Paolo Silenziario (gr. Παῦλος Σιλεντιάριος), nato non si sa dove e non si sa quando, morto a Costantinopoli nel 580. Il suo nome deriva forse dal nome con cui si designavano gli alti funzionari imperiali al seguito della corte dell'Imperatore Giustiniano I, preposti a far osservare il silenzio durante le liturgie sacre.
Compose due poemetti descrittivi sul tempio di Santa Sofia, importanti per la storia dell'arte e gli viene attribuito un poemetto sulle terme pitiche in Bitinia.
Ma il motivo per cui lo ricordo qui, è per essere un poeta bizzantino.
Assieme ad Agazia Scolastico, Cometa Cartulario ed Ireneo Referendario, è considerato l'ultima grande voce dell'epigramma in lingua greca.






STAVO PER DIRTI ADDIO


Stavo per dirti:”Addio!”; ma subito
ho frenato la mia voce: e sono ancora qui.
Separarmi da te mi fa paura: è spaventoso,
come l’amara notte di Acheronte.
Splendore del mattino è il tuo; ma è muto
il giorno:tu invece mi porti in dono la tua voce,
anche più dolce di un canto di sirena. In lei è sospesa 
ogni speranza del mio cuore.




Pensavate vi lasciassi senza l'originale??






5 commenti:

  1. Hai scelto uno degli epigrammi d'amore più belli dell'Antologia Palatina e di Paolo Silenziario in particolare. E' l'epigramma 241 del libro V. Io ne conoscevo le pur belle traduzioni di Quasimodo e di Guido Paduano, che restano tutto sommato più aderenti al testo greco. Questa interpretazione le supera senz'altro in freschezza e originalità... Credo possa essere il cuore di una donna ad aver fatto la differenza: secondo me infatti l'autrice potrebbe essere Marina Cavalli che ha pubblicato la raccolta "Il miele di Afrodite. Tredici secoli di poesia d'amore in Grecia e in Roma",Oscar classici greci e latini, Mondadori 1991.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che regalo mi hai fatto Luciana!
      Acquisterò senz'altro ed a occhi chiusi il testo che mi proponi.
      Ti abbraccio.

      Elimina
    2. Purtroppo Luciana il libro che segnali è fuori commercio, però esiste nelle biblioteche dove ho potuto verificare che la traduzione è proprio di Marina Cavalli.

      Elimina